JM Financial Services - шаблон joomla Создание сайтов

Accessi aree private

GEA EDUCATION

L'accesso nell'area corsi è possibile solo dopo aver effettuato l'iscrizione ad uno dei nostri corsi

Non è certo mia intenzione fornire risposte, ma senz’altro instillare qualche dubbio frutto di considerazioni e riflessioni su quanto accade oggi nel Nostro mondo-vicino.

Tre sono a mio parere le tappe fondamentali ed imprescindibili per chiunque abbia interesse a districarsi nel mondo-caos che ci circonda: la Rivoluzione Islamica Iraniana del 1979, l’implosione dell’Unione Sovietica e la Prima Guerra del Golfo.

La rivoluzione komeinista ha ricostruito l’identità persiano-sciita assumendo un ruolo fondamentale nell’area dal punto di vista geopolitico in quanto segnata da un viscerale anti-americanismo e confessionale in quanto visceralmente anti-sunnita.

L’implosione sovietica ha evidenziato la fine dell’ordine mondiale sancito a Yalta alla fine della seconda grande guerra a cui, per varie cause, non è seguito alcun progetto di definizione di equilibri internazionali, anzi si è pensato di annichilire la Russia come si fece con la Germania alla fine della Prima Grande Guerra con le conseguenze che tutti conosciamo.

Infine, la Guerra occidentale in Iraq, asseritamente finalizzata a liberare un popolo dall’oppressione del tuo tiranno, si è rivelata e soprattutto è stata percepita come guerra d’invasione ed occupazione.

Si tratta in tutti i casi di errori di analisi, prospettiva e visione che si sarebbero potuti evitare. Non lo si è fatto, ma è inutile negare che i fatti contemporanei ne sono il frutto.

Difficile credere che Sciiti e Sunniti possano convivere pacificamente senza un confronto politico circa le rispettive sfere d’influenza.

Difficile pensare che l’implosione dell’U.R.S.S. avrebbe significato anche l’accettazione mondiale del sistema capitalista occidentale.

Difficile credere che fosse possibile esportare il modello democratico, frutto di millenni di adattamenti con manuali di guerra.

Eppure.

Prima che di geopolitica oggi sarebbe utile parlare di geocultura. 

I modelli economici, quelli sociali e quelli militari sono tutti in discussione. E’ saltato tutto l’impianto su cui i vecchi confini territoriali si tenevano poiché disegnati da un vincitore, l’occidente post-coloniale. Oggi questo vincitore non c’è più poiché è svanito tra le ceneri dell’11/9.

Oriente ed Occidente si vanno ridisegnando attraverso un processo che non sarà indolore poiché i processi storici non possono esserlo.

Mentre l’oriente è lontano dalla nostra lente d’ingrandimento, e solo per questo non ne cogliamo i medesimi problemi, il Medio Oriente e l’Africa li avvertiamo fortemente anche perchè attraverso i migranti entrano nel nostro quotidiano.

Non siamo più alla guerra dei media televisiva dei primi anni Novanta della CNN sui tetti.

La guerra è arrivata a casa nostra, e non certo in forma eterea.

Ora, se si ha l’onestà di voler riflettere su quanto sin qui detto, allora potremmo anche proseguire verso il tentativo di comprendere quanto accade.

Gea è qui anche per questo.